pezzaresimo
Opera di stracci e memoria
2010-2025
Pagani, terra di pezzari
“Pezzaresimo” nasce come atto di memoria e denuncia, una composizione formale fatta di stracci che si carica del peso delle storie taciute, dei corpi invisibili, delle vite ai margini. Gli stracci – materia povera, scarto, residuo – si fanno voce e carne, evocando un’umanità sopravvissuta, ma mai rappresentata.
L’opera affonda le sue radici nella cultura economica e popolare di Pagani, la mia città di origine, della provincia salernitana, dove il termine pezzari – storicamente associato al commercio degli stracci nel secondo dopoguerra – diventa epiteto identitario. I pezzari erano uomini e donne che raccoglievano, selezionavano, rivendevano stracci: segni materiali della fatica, della resilienza, dell’ingegno popolare.
Oggi, quegli stessi stracci raccontano nuove forme di disagio: culturale, sociale, esistenziale. Pezzaresimo è un neologismo che tiene insieme la materia e l’ideologia, l’eredità e l’urgenza contemporanea. È una filosofia visiva che trasforma lo scarto in linguaggio, il corpo in forma, il vuoto in presenza.
Attraverso silhouette e frammenti corporei, questa composizione propone un’estetica del vissuto, un’etica dell’ascolto. Parla di marginalità, ma anche di resistenza. È un atto di appartenenza a una storia minore che, proprio perché tale, merita spazio, attenzione, dignità.
In un tempo in cui tutto si consuma, Pezzaresimo ricuce.


















