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io sono sasà…

Fantasioso, innovativo , ironico, talvolta irriverente, Sasà Sorrentino, ceramista salernitano , coniuga il passato con il futuro attraverso forme e materiali tradizionali , con un metodo di produzione innovativo e sostenibile , illustrato dallo stesso artista nel corso dell’intervista. Da Pagani ( Sa) paese di origine , all’incanto della costiera amalfitana e oltre, le opere di Sasà esprimono i valori e la passione per la sua terra.

Comincio col dire che, più che ceramista, come vengo generalmente presentato, sono approdato alla ceramica per una questione di ordine quasi esistenziale. In un’era nella quale il virtuale sta dilagando, la ceramica mi ha riappacificato con l’elemento terra ed essa, per me, rappresenta punto di equilibrio. l’ho definita il “quinto elemento” perché racchiude in sé l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria che miscelati, producono un elemento che fissa la materia che è la ceramica. E’una sorta di rappacificazione con gli elementi. Forse parlare di approdo non è neppure corretto perchè mi auguro che cisia un’evoluzione in questo mio percorso, che mi conduca ad approdare in altri contesti. Tuttavia posso dire che mi trovo in un momento favorevole perchéposso raccontare quello che a me più piace, l’ironia, la drammaticità, legandomi anche alla tradizione della mia terra, anche di quella vicina alla mia terra di origine, che è la Costiera amalfitana, che ha visto artisti che probabilmente mi hanno ispirato.

Riguardo le mie origini legate alla nascita faccio riferimento all’entroterra dell’agro nocerino sarnese e quindi, ovviamente, a Pagani, la città dove sono nato. Sono un paganese che non ha mai visto i monti Lattari o altri confini come un limite invalicabile. Ho compiuto un percorso di studi anche altrove, come Firenze, dove mi sono diplomato in restauro archeologico. Ancora prima avevo frequentato il Liceo Artistico. Successivamente ho frequentato la Facoltà di Architettura a Napoli senza proseguire negli anni. Frequentare era per me troppo dispersivo per una corretta gestione degli studi artistici.Io sono stato sempre uno che si è annoiato fino a quando non ho trovato la vera dimensione: toccare la materia trasformandola e, attraverso essa, raccontare la mia vita. Quest’ultima, probabilmente è simile a quella degli altri ed include gioie, timori, passioni, drammi e felicità esattamente come per gli altri. C’è poca diversità nella mia vita rispetto a quella di un’altra persona che non fa il mio lavoro. L’unica differenza sta, credo, nel fatto che io ho la possibilità di raccontarmi attraverso la rielaborazione della materia. Ma vi è di più. Ho conseguito formazione anche nel campo della fotografia pubblicitaria per cui, attraverso la rielaborazione di foto e video, ho la possibilità di realizzare dei cortometraggi che mi lasciamo esprimere in una ulteriore forma differente,al di là dell’aspetto materico, i concetti già “raccontati “, espressi e riportati nelle mie opere.
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