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natività

Natività è un termine che evoca, nell’immaginario comune, il rinnovamento, l’appartenenza e l’inizio di un nuovo ciclo vitale. Sasà Sorrentino la ripropone in una chiave interpretativa simile ma più profonda, libera dalla forma che assume in occasione della ricorrenza natalizia. L’espressione “Sacra Famiglia” si traduce, per l’artista, in “sacralità della famiglia” ed attesta l’importanza del legame che unisce un essere umano ad un altro, il legame che gli permette di riconoscere la propria natura nell’altro creando un senso di appartenenza all’intera umanità. Nelle sue opere aventi come tema la Natività, Sasà Sorrentino mostra che forma debba avere quest’unione. La Vergine, San Giuseppe e Gesù diventano esseri di pura corporeità fatti di corde ed intrecci che sfuggono ad una definizione. Le varie riproduzioni in differenti colori appaiono all’ osservatore uguali e diverse al contempo rivelando che la natura mutevole dell’uomo si evolve, si lega e si slega a quella degli altri, si raccoglie in sé e si dona all’altro come un atto naturale e spontaneamente voluto, così da trascinare chi le osserva nella vertigine delle curve tracciate dalla ceramica che perde la connotazione fragile e morbida comunemente associatale in favore di una solidità che ricorda quella del metallo. L’influenza della fotografia nel suo lavoro è evidente. Il lavoro di messa a fuoco e sviluppo dell’idea permettono il passaggio dal concetto al concreto attraverso un metodo che potremmo definire “fotografico”: se non si sviluppa, l’idea messa a fuoco resta solo un’idea. Ed è con grande maestria che l’artista ci mostra proprio l’Idea. Sospeso come un funambolo tra l’intenzione e l’azione il risultato è paradossalmente l’Idea in potenza, a dimostrazione che c’è più compiutezza nel progetto che nell’atto concluso. La “Natività” di Sasà Sorrentino, vuole richiamare l’attenzione su un concetto sottovalutato: l’uomo come singolo non esiste perché è il prodotto del confronto e del legame che instaura con gli altri.

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